Epifania a casa Monteleone.

Epifania a casa Monteleone

Fate attenzione agli scrittori: sono tutti dei ladri!
Vi rubano frasi, aneddoti, ricordi.

La mia saga gialla “Le stagioni della verità” inizia nel giorno della Befana.
Gilla è a Cortina e, nel giorno più felice della sua vita, racconta l’Epifania più triste di sempre, l’ultima passata con sua madre, sorpresa a mettere la calza sotto l’albero al posto della Befana.

«Mia mamma stava per posare la calza sul tavolo, quando sentì la mia voce: “Mamma, che cosa stai facendo?”
Ero seduta sul divano e stavo mangiando latte e biscotti. Ero tanto piccola e minuta da essere rimasta celata dall’alta spalliera, così mia madre non mi aveva vista. Quello che in cameretta aveva scambiato per il mio corpo era invece un ammasso di coperte e cuscini.
“Vergogna!” le dissi. “Tu non ci sei mai e così neanche la Befana è voluta venire da me!” E poi, non contenta, aggiunsi: “Rovini sempre tutto, ti odio. E corsi in camera. Lei se ne andò due giorni dopo, per tornare al lavoro. Un film di guerra di serie B che, più che in Italia, avrebbe avuto una certa fortuna in Giappone e negli Stati Uniti.
Io mi sarei sempre rifiutata di assaggiare i dolci della calza che fecero tutti una brutta fine. L’estate dopo, mia madre sarebbe morta».

Quando ho dato il libro da leggere alla mia amica e collega Silvia Messa, reclutata come lettrice alla prima presentazione del libro, lei riconobbe l’aneddoto che, in termini meno drammatici, apparteneva a lei e a sua figlia Chiara.

Perciò attenzione: se avete un amico scrittore, prima o poi finirete in uno dei suoi libri.
Nel frattempo, buona Epifania a tutti!

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