Le stagioni della verità: recensioni online.

Ecco una prima selezione di recensioni uscite online del romanzo Le stagioni della verità, secondo capitolo della saga della famiglia Monteleone, in libreria dal 20 giugno 2025. Il primo volume, I Monteleone, è disponibile dal 20 giugno 2023, anche in edizione Audiolibro ed Ebook.

 

ThrillerNord

«È una saga moderna, che affonda le radici nella grande tradizione letteraria italiana, ma con uno sguardo contemporaneo e attuale. È un libro che intrattiene, emoziona, fa riflettere. Un libro che, una volta chiuso, lascia un vuoto e il desiderio di sapere ancora di più su quei personaggi che, per un po’, sono diventati parte della nostra vita.
Consigliatissimo a chi ama le storie familiari ricche di sfumature, a chi cerca nei romanzi emozione e intelligenza, a chi non si accontenta di una trama ben costruita ma vuole anche uno sguardo autentico sul nostro tempo. Un’opera matura, intensa, indimenticabile». Giusy Ranzini

 

Contorni di Noir

«Chi ama le saghe familiari – come la sottoscritta – lo apprezzerà moltissimo. Chi si aspetta un “giallo” sarà un po’ deluso, perché di giallo non c’è quasi nulla: devo ammetterlo, per amor di verità.
Per concludere: un grandioso romanzo, a mio parere, che se letto dopo il precedente si gusterà molto ma molto di più, sfumatura gialla compresa. Aspettiamo il terzo volume della saga, per approfondimenti». Rosy Volta

 

Dols’ Magazine

Milano è dove ambienti molti dei tuoi romanzi. È la tua città o la usi come
ambientazione perché la conosci meglio?

«Milano è la mia città: qui sono nata, mi sono laureata, mi sono sposata e qui è nata mia
figlia. Ovviamente, la conosco bene e questo sicuramente mi agevola nella narrazione. Però ritengo anche che sia una città particolarmente interessante. È l’ambientazione ideale per qualsiasi tipo di storia, perché qui può succedere davvero di tutto, possiamo incontrare persone e personaggi di ogni tipo. E poi mancava una saga milanese!»

Intervista di Caterina Della Torre

Travel+Leisure

«La Milano scintillante con i suoi luoghi simbolo – le dimore lussuose del centro, il Teatro alla Scala, lo stadio di San Siro – fa da cornice alla saga dei Monteleone, famiglia potente e tormentata, che nel giro di un anno si trova travolta da una morte misteriosa. Tra case eleganti, viaggi a Firenze, ai laghi del Nord, Valencia e Lanzarote, si snoda un intreccio di segreti, ambizioni e legami tra persone che si spezzano e si ricompongono. Le storie della famiglia Monteleone si intersecano in più momenti con la grande Storia vissuta dal nostro Paese, dalla strage di Piazza Fontana alla pandemia da Covid, passando per il Fascismo e gli anni di piombo» Isa Grassano

La Bottega del Giallo

«Ne Le stagioni della verità, secondo volume della saga dei Monteleone, a colpirmi oltre alla bellezza della trama che ancora una volta spazia sapientemente e fascinosamente tra passato e presente, è l’imprimitur manifesto del genere giallo. Una impostazione gialla più netta ed evidentemente voluta dalla Ingrosso e che finisce per nobilitare ulteriormente un romanzo che a suo favore possiede già infiniti elementi di attrazione». Antonia Del Sambro

 

Salotto Giallo

«Nonostante si tratti del secondo episodio di una trilogia, il libro è leggibile anche indipendentemente dal precedente, grazie alla capacità con cui la Ingrosso inserisce nel racconto le informazioni più significative riguardo ai personaggi principali, al loro vissuto e ai rapporti che li legano. Tuttavia, per una maggiore godibilità e per apprezzare pienamente la storia e le sfumature dei protagonisti, è consigliabile recuperare anche il primo volume.

Le stagioni della verità è un romanzo corale, ben strutturato e di ampio respiro, in cui ritroviamo tutti gli elementi distintivi del precedente libro, arricchiti da una svolta più marcata verso il giallo, genere che Lucia Tilde Ingrosso padroneggia con abilità e disinvoltura». Claudia Pieri

 

The Book Advisor

«Le vicende dei protagonisti, mirabilmente padroneggiate dall’autrice, si intrecciano all’inchiesta che tenta di far luce sulle motivazioni dell’omicidio e, attraverso continui salti temporali e la descrizione dettagliata di rituali, luoghi e oggetti che diventano estensione del carattere dei personaggi, siamo chiamati a comporre l’intricato mosaico che definisce il profilo identitario di una famiglia, e forse, con le dovute differenze, di tutte le famiglie. Lettura da abbinare a un Franciacorta DOCG, elegante spumante lombardo ottenuto con metodo classico e caratterizzato da un perlage fine e un bouquet complesso, come i rapporti della famiglia Monteleone». Michela Bilotta

 

Raccontami di libri

«Ambientato in una Milano contemporanea scintillante e ambigua, il romanzo si apre con un misterioso omicidio. Non si tratta però di un classico giallo, perché la domanda che guida la narrazione non è chi ha ucciso, ma chi è stato ucciso.

Attraverso un abile meccanismo a ritroso, l’autrice ci accompagna attraverso più piani temporali nella vita della famiglia Monteleone, svelando a poco a poco i segreti, le fratture, gli inganni e le ambizioni che la attraversano». Marta Elena Casanova

 

Mangialibri

«Una volta ancora Ingrosso riesce a tratteggiare con efficacia personaggi tridimensionali e credibili, che incarnano pregi e difetti apparentemente straordinari, ma in realtà riconducibili a ciascuno di noi; una volta ancora la penna dell’autrice, capace di essere delicata e tagliente al punto giusto e, soprattutto, quando necessario, mostra un momento della realtà contemporanea e prima restringe il campo sulla città di Milano, ricca di contraddizioni e fascino, per poi allargare lo sguardo fino ad abbracciare Firenze, con un’incursione anche in Spagna».

 

Libro Guerriero

«Era dai tempi delle serie televisive americane Dallas e Dynasty degli anni ‘80 che non mi capitava di seguire una saga così da vicino, ed è anche la prima volta che mi capita un libro dove si annuncia la morte di qualcuno fin dalla prima pagina senza dire chi è. Confesso che, avanzando nella lettura, ho tentato più volte di sbirciare il finale per capire chi fosse morto, senza riuscirci, e per riconoscere i singoli personaggi ho controllato continuamente l’albero genealogico pubblicato in prima pagina». Paola Rambaldi

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