Una recensione di “Batigol. Il Re Leone”.

Recensione Batigol su MilleLibri

Su Millelibri il giornalista e tifoso viola Benedetto Ferrara pubblica una recensione di Batigol. Il Re Leone

 

Trent’anni dopo, sognando Bati­gol
LA FORZA DI UN LEADER: I NOVE ANNI IN VIOLA DEL BOMBER ARGENTINO
MilleLibri
28 luglio 2026
Oggi Gabriel Omar Bati­stuta, molto pro­ba­bil­mente, gio­che­rebbe in Pre­mier Lea­gue, per­ché il misero cal­cio di casa nostra non potrebbe per­met­ter­selo. Trent’anni fa, ai tempi di Tele più e di Stream, delle sette sorelle e di un cam­pio­nato di altra cate­go­ria, il bom­ber argen­tino sbarcò in Ita­lia tra lo scet­ti­ci­smo gene­rale e una tec­nica tutta da affi­nare. Vit­to­rio Cec­chi Gori ne era rima­sto affa­sci­nato durante le notti pas­sate davanti alla tv a seguire la Coppa Ame­rica. Un numero nove tutto potenza, una fuo­ri­se­rie da paura.
Ma c’era da lavo­rarci su, da met­terlo a punto. Da lì nove anni in viola, una valanga di gol, una sta­tua in curva Fie­sole, una Coppa Ita­lia, una Super­coppa ita­liana e un solo scu­detto. Con la maglia della Roma, però. Non molto. Vero. Ma, come pre­messo, oggi Bati­gol sarebbe già altrove. Il bom­ber con la cri­niera, pas­sati tre decenni, ha ancora la forza per ispi­rare una bio­gra­fia come que­sta, inti­to­lata Bati­stuta, Bati­gol, il Re Leone. L’autrice è Lucia Tilde Ingrosso, gior­na­li­sta e scrit­trice deci­sa­mente eclet­tica: romanzi impe­gnati, gialli, manuali iro­nici. Insomma, zero voglia di legarsi a un genere e tan­tis­sima di cal­ciare il pal­lone lon­tano per sco­prire amori, mondi, sto­rie. Da tifosa viola a distanza (vive a Milano), l’autrice ha deciso di dedi­care que­sto lavoro a un grande amore adot­tivo della sua vita, quello sco­perto a San Siro durante una semi­fi­nale di Coppa Ita­lia. Un gol all’Inter e Bati­gol entra nel suo cuore. Que­sta bio­gra­fia ha il dono dell’essen­zia­lità. E d’altra parte Bati­stuta non amava i fron­zoli: la pro­gres­sione e la botta di collo erano il suo forte, non certo il drib­bling. Come accade per molti scrit­tori il tifo cal­ci­stico diventa l’occa­sione per con­di­vi­dere brevi pas­saggi auto­bio­gra­fici. In que­sto caso amori che cam­biano men­tre il numero nove non cam­bia mai. Le cita­zioni let­te­ra­rie, da Galeano a Plu­tarco pas­sando per Mark Twain, non sono auto­re­fe­ren­ziali ma solo bus­sole per indi­care la strada. Il resto è cro­naca, sicu­ra­mente inna­mo­rata, mini­mal (con gusto) e senza troppa enfasi. D’altra parte basta rac­con­tare la sto­ria di quella Fio­ren­tina anni novanta, del “te amo Irina”, della mitra­glia e la corsa alla ban­die­rina per arri­vare in fondo con leg­ge­rezza e sco­prire o risco­prire la sto­ria di un bom­ber immenso, di un nove chia­mato Bati­gol. (Bene­detto Fer­rara)

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