Annamaria Franzoni e l’amnesia.

Annamaria Franzoni, la “mamma di Cogne” è tornata libera dopo aver scontato la pena per l’uccisione di suo figlio Samuele, 3 anni. Per la legge italiana è colpevole, ma lei si è sempre dichiarata innocente. «Vorrei far capire alla gente che non sono stata io» ha dichiarato appena libera. Com’è possibile?

Tre le possibilità.

  1. Annamaria Franzoni è innocente e quindi vittima di un clamoroso errore giudiziario. Ma, allora, chi è il colpevole?
  2. Annamaria Franzoni è colpevole e, in più, mente da 17 anni.
  3. Annamaria Franzoni è colpevole, ma è convinta di essere innocente.

Amnesia dissociativa

La risposta che avvalora la terza ipotesi potrebbe essere quella dell’amnesia dissociativa, il fenomeno grazie al quale la nostra mente cancella quello che non riesce a sopportare. Ricordi troppo dolorosi, colpe eccessivamente pesanti, errori insostenibili.

Dopo aver scritto nel mio romanzo Una sconosciuta la storia di una donna che perde la memoria, ho raccontato sul settimanale Visto Tv quattro casi di amnesia (vera o presunta, acclarata o ipotetica) che hanno colpito altrettante persone note alle cronache.

Si va dal famoso Smemorato di Collegno (una storia bellissima, vi consiglio di documentarvi) alla sparizione della grande giallista Agatha Christie. Dal “buco” di vent’anni del pilota di Formula 1 Fernando Alonso, all’emblematica storia di Pianoman. Tutte vicende queste che, insieme a quella di Annamaria Franzoni, dimostrano quanto complesso possa dimostrarsi l’animo umano. E come la memoria rischi di giocarci brutti scherzi. Ma anche offrirci delle comode (ancorché sospette) vie di fuga…

Amnesia nei libri e nei film

Una sconosciuta non è, naturalmente, l’unica opera di fantasia in cui il motore narrativo è rappresentato da un’amnesia. La perdita di memoria è un espediente di cui il cinema, la tv e la letteratura si sono serviti (e continuano a farlo) spesso e volentieri. Prossimamente vi racconterò le opere più celebri e riuscite. Stay tuned.

 

 

 

 

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