Più che essere corretti conta essere chiari.

Una signora delle pulizie entra nella casa in cui presta servizio e trova il bigliettino “Stirare camice”: che cosa deve fare?

Questo è un test che faccio spesso nelle classi in cui parlo dei miei libri o tengo piccoli laboratori di scrittura. Dopo aver letto il biglietto, la maggior parte dei ragazzi dice di aver capito che la signora delle pulizie deve “stirare delle camicie”. Un’esigua minoranza afferma invece che la signora dovrà stirare un camice.

Quello che sostengo io (con buona pace dell’insegnante) è che non è tanto importante la correttezza della scritto, quanto la sua chiarezza. Possiamo anche scrivere con qualche refuso (anche se è sempre meglio di no), ma ciò che conta è che ci facciamo capire, senza lasciare adito a equivoci. È vero che il plurale di camicia è camicie, ma ancora più vero che la comunicazione è condizionata anche dal contesto. La signora delle pulizie entra e trova dieci camicie? Capisce che cosa deve fare anche se la parola non è scritta correttamente. Viceversa, c’è un camice: anche in questo caso, tutto chiaro. Come farsi capire senza possibilità di equivoci? I ragazzi ci arrivano subito: basta aggiungere l’articolo.

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