Amnesia in un giallo: idea geniale o banale espediente?.

Amnesia come motore di una storia gialla

Usare l’amnesia in un giallo: è un’idea geniale o banale espediente?

Una donna, una madre di famiglia, si ritrova senza memoria del suo passato. Non si ricorda di suo marito, che appare come un compagno amorevole. E neanche di chi ha messo al mondo, carne della sua carne. Non solo, si rende conto che quello che ha causato la sua amnesia non è un semplice incidente, ma un tentativo di omicidio. E così inizia a indagare sul suo passato, per capire che cosa è successo e di chi si può fidare.
Accanto a lei c’è un uomo, che l’aiuta in questa investigazione, che si fa sempre più pericolosa…

Questa descrizione racconta uno dei film più visti su Netflix, fra agosto e settembre. Si intitola La donna senza passato ed è ambientato tra Danimarca e Norvegia. Ma si attaglia perfettamente anche al mio thriller pubblicato nel 2018 con Baldini+Castoldi Una sconosciuta.

Ma perché la circostanza di un’amnesia fa così d’accordo con il genere giallo? E come utilizzarla al meglio per farla diventare motore di una narrazione originale e avvincente?

Funziona, perché crea da un lato mistero e dall’altro genera suspense e tensione. Un personaggio che non sa chi è e non ricorda il suo passato porta con sé degli interrogativi a cui dare risposta. Non solo: visto che c’è un giallo da risolvere, il fatto di non ricordare getta le basi della paura. È una sorta di disabilità (pensiamo alle vertigini del protagonista di Vertigo. La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock), che ci fa palpitare con il protagonista.

Come usare al meglio questo espediente narrativo❓

1. Bisogna avere delle solide basi scientifiche. Non occorre raccontare la patologia nei minimi dettagli, ma almeno essere verosimili. Ci sono tanti tipi di amnesie e tante possibili cause. Bisogna avere un minimo di conoscenze per costruire una narrazione credibile.
2. L’amnesia, per quanto importante, è solo un ingrediente della nostra storia, che è fatta anche di altri elementi, che devono avere la loro forza e il loro valore: intreccio, personaggi, ambientazione.
3. La perdita della memoria deve essere centrale nella storia. Avere cause e conseguenze ben precise. Funziona se ha l’effetto di creare mistero, tensione, disorientamento. È efficace quando chi ne soffre mette in dubbio chi è e non sa più di chi fidarsi.
4. La memoria non deve tornare tutta insieme, ma un po’ alla volta. Si possono usare tanti elementi per far sì che i ricordi riaffiorino: oggetti, situazioni, sedute di ipnosi…
5. Deve essere il senso della storia, ma anche dare senso alla storia. Non è un trucco narrativo, ma un perno attorno al quale tutta la vicenda ruota.

Dopo aver visto il film La donna senza passato e letto il thriller Una sconosciuta avrai le idee più chiare…

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