Come creare personaggi meravigliosi.

Sandrone Dazieri presenta "Il male che gli uomini fanno"

Più che trama e ambientazione, nelle storie (di carta, al cinema e in tv) sono i caratteri a farci innamorare. Ma come creare personaggi meravigliosi e indimenticabili?

Ecco 10 dritte.

1. Caratterizza. Si devono far notare (e riconoscere). Qualità, debolezze, esperienze, stranezze…
2. Distingui. Occhio a non mettere nella tua storia personaggi troppo simili (per nomi, esperienze, tratti fisici). A meno che ciò non sia funzionale alla trama.
3. I nomi. Già detto che non devono essere troppo simili (occhio anche alle iniziali). Devono assomigliare a chi li porta. L’elenco del telefono (se lo hai ancora) può aiutare nella scelta. Se c’è un assassino, occhio a non chiamarlo come il tuo ex (si noterebbe).
4. Descrizione fisica sì o no. Ci sono grandi autori che non descrivono con puntualità i loro protagonisti, lasciando ai lettori il piacere di immaginarli. E agli sceneggiatori la libertà di stravolgerli (Vanessa Scalera non assomiglia a Imma Tataranni e Salvo Montalbano, sulla carta, aveva i capelli). È anche vero che l’aspetto fisico (così come il modo di vestire e di muoversi) ci dicono tanto anche della personalità.
5. Numero. Né troppi (si crea confusione) né troppo pochi (non si crea abbastanza interesse). Occhio ai ruoli: protagonista, antagonista, mentore (sì, quella roba classica de “Il viaggio dell’eroe” di Vogler). Fondamentali anche i personaggi secondari (caratteristi, al cinema) che permettono di introdurre filoni alternativi, sottotrame ed elementi che vivacizzano (ironia, romanticismo, suspense…).
6. Voce. L’errore degli errori è farli parlare tutti con la stessa. Quella dell’autore. E invece una teenager non si esprime come un bancario e un odontotecnico parla in modo diverso da una nobile decaduta. Per trovare voci diverse: ascolta. Ovunque. In casa, al lavoro, sui mezzi. E sentiti a buon punto quando fai dire a un tuo personaggio qualcosa che tu, mai e poi mai (neanche sotto tortura), diresti. Ma che in bocca a lui/lei sta benissimo. Tipo: “Mucala” (Finiscila: dialettale, al Nord).
7. Autobiografici/Reali sì o no. «In ogni mio personaggio metto un po’ di me stesso. Questo mi aiuta a conoscerli e descriverli meglio» spiega lo sceneggiatore e scrittore Sandrone Dazieri, di cui è appena uscito “Il male che gli uomini fanno” (HarperCollins) con me nella foto.
8. Autonomia. «Un personaggio davvero riuscito è quello che fa qualcosa che sorprende il suo stesso autore» Carlo Lucarelli.
9. Mistero. «I personaggi vanno svelati un po’ alla volta» ancora Dazieri.
10. Universalità. Un personaggio deve far risuonare qualcosa nel cuore, nella mente e nella pancia dei lettori. Fascinazione, immedesimazione, rivalità, repulsione, simpatia, attrazione… Basta che non lasci indifferente. Non assomigli (troppo) a qualcun altro. E si faccia ricordare (specie nel momento di entrare in libreria o decidere che film/serie vedere).

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