Scrivere in modo efficace: occhio al refuso.

Prendiamo uno scontrino e notiamo che il nome della via è scritto così: Rembrant. Non vi sembra che manchi qualcosa? L’importante via commerciale ad alto scorrimento di Milano Ovest è dedicata al pittore olandese del 1600 Rembrandt. Ora, direte voi, che cosa mi importa che sullo scontrino della panetteria il nome sia giusto, quello che conta è se il pane è buono. Giusto, ma non pensate che la sciatteria con cui il titolare ha scritto l’indirizzo possa rispecchiare una sua mancanza di serietà più generalizzata? Un po’ come quel professore che si ritrovò a correggere gli errori sulla multa che il vigile gli aveva appena fatto. Certo dal panettiere e dal vigile non ci aspettiamo un componimento in versi, ma un un po’ di accuratezza sì. E, mettiamoci nei loro panni, a noi piacerebbe essere (mal) giudicati per un errorino facilmente evitabile?

Perciò, specie se lo scritto è importante, la prima regola è quella di rileggere il nostro testo. Poi farlo rileggere a qualcuno a noi vicino: i nostri errori non li vediamo, quelli degli altri (chissà perché) ci balzano invece subito agli occhi!

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